Non si può rimanere indifferenti di fronte all'opera
di Battiato: o lo si ama o lo si odia.
Indubbiamente non è musica facile ed immediata però in molti casi,
come in questo, uno sforzo va fatto.
Certo se prendiamo una canzone come "ermeneutica" ci mettiamo 5
minuti solo a pronunciare il titolo, eppure ascoltandola e
riascoltandola si crea nitida l'immagine nella mente (una tecnica
simile a quella che in letteratura è chiamata "stream of
consciousness" cioè flusso di coscienza) , sotto forma di una
canzone di 3,5 minuti un giovane genialoide di 60 anni ti spiega le
sue teorie su come sta andando il mondo e sulla complessità
dell'animo umano :
Mostruosa creatura il suo nome è fanatismo, nel nostro seme si
nascondono si riproducono germi di desideri infetti, gli stati
Mostri si avventano su regimi fascisti, gli stati Servi si inchinano
a quella scimmia di presidente, si invade si abbatte si insegue si
ammazza il cattivo, si inventano Democrazie.
La musica è sublime, ci si muove dai ritmi elettronici (sempre
"ermeneutica") a soffuse atmosfere orientali "le aquile non volano a
stormi", al puro suono Battiato "fortezza Bastiani". Quello che
sorprende è vedere un artista del suo carisma prendere apertamente
spunto da uno più giovane (Morgan ex Blu Vertigo) rimescolare il
tutto e creare qualcosa di assolutamente unico. Ascoltate e
studiate: ne vale la pena. (Fabio M.)
Nicola Conte :-
Other Directions
Casa Discografica:
: Blue Note
Records/Emi Music
Italia
Anno :
2004
A
due anni di distanza dal fortunato e controverso album di esordio
"Jet Sounds" l’artista barese Nicola Conte, già affermato DJ, e
adesso promesso jazzista, torna a far parlare nuovamente di se con
questo "Other Directions” anticipato dal singolo, attualmente in
radio, KIND OF SUNSHINE.
I complimenti sono d’obbligo e doppi per Nicola Conte poiché è stato
il primo artista italiano ad essere prodotto, in Italia e
contemporaneamente in diversi paesi del mondo, dalla filiale
italiana della prestigiosa etichetta jazz Blue Note e inoltre per
essere riuscito ad ottenere, in pochissimo tempo, un risultato di
vendita inaspettato per un album di jazz raffinato quale è “Other
Directions”.
A nostro parere, con questo lavoro, la musica di Conte non può più
essere etichettata come lounge o easy listening, motivo per il quale
in passato l'artista barese veniva accostato con Ludovic Navarre
(alias St. Germain); si tratta invece di una fine rielaborazione in
chiave moderna di alcune sonorità che hanno caratterizzato la fine
degli anni '50e l' inizio '60.
Conte si è avvalso di collaboratori molto importanti, a cominciare
dal geniale trombonista Gianluca Putrella per arrivare alla tromba
rivelazione di Fabrizio Bosso, già nella band di Sergio Cammariere.
Other Directions è un disco ben calibrato e studiato nei minimi
particolari, la fluidità del disco è superlativa e la qualità del
suono spettacolare quindi non possiamo consigliare altro che
ascoltarlo dato che le parole non avrebbero abbastanza peso per
descrivere ciò che ogni singola nota può suscitare.
Nel 1995 l’uscita di The Bends colse un po’ di
sorpresa il Regno Unito. La band di Oxford, che fino ad allora aveva
pubblicato solo Pablohoney, veniva infatti considerata un fenomeno
passeggero e che doveva scontare l’affronto di essere stata scoperta
e valorizzata prima in Usa.
Tutti i critici dovettero presto ammettere di essersi sbagliati, i
Radiohead avevano sfornato un disco coi fiocchi, essenziale nelle
melodie, ricercato negli arrangiamenti, innovativo per l’utilizzo
dell’elettronica nel rock.
Già gli U2 nel 1991 con Achtung Baby ci avevano provato a
rivatilizzare il rock con l’ausilio dell’elettronica ma non erano
riusciti nell’intento di creare qualcosa di unico così come i
Radiohead fecero con The Bends e avrebbero in seguito continuato a
fare nei successivi lavori.
Tom York con il suo angoscioso canto in falsetto da un lato prende
idealmente il testimone di Kurt Kobain nell’esprimere il malessere
di uno sfigato (come si autodefinisce in creep il primo singolo di
successo) soffocato dalle prepotenze del mondo dall’altro eleva a
vertici emotivi assoluti le composizioni della band.
"Planet telex" primo brano del lavoro è l'emblema di questa nuova
musica dei nostri giorni in quanto, come spiega bene James Doheney
nel proprio libro "Radiohead la storia le canzoni", esprime "la
tensione tra ciò che è naturale (le grida angosciate di Thom, le
sonorità acustiche di di pianoforte e chitarra) e ciò che è
costruito o artificiale (tecniche costruttiviste, tecnologie ed
effetti sovrannaturali)".
I Radiohead raggiungeranno la loro perfezione e maturità compositiva
nel successivo Ok Computer però la presenza in The Bends di alcune
ballate acustiche dal suono più umano "Fake plastic tree" e "Street
Spirit" (Sii un figlio del mondo, forma un cerchio prima che tutto
affondi, immergi la tua anima nell'amore) e con una visione tutto
sommato più ottimistica delle cose ce lo fanno preferire. (Fabio M.)
Pac-Music
Non
siamo giornalisti musicali, ma siamo appassionati di musica.
Ci
piace molto l’idea di avere una rubrica musicale da condividere con i
simpatizzanti del Pac. Partiamo allora con una serie di recensioni che
saranno spunto di confronto e in alcuni casi consiglio all’ascolto.
Siamo desiderosi di ricevere i vostri commenti, le vostre recensioni e
le vostre proposte in modo da tenere viva la pagina. L’obiettivo è
quello di scavare un po’ andando oltre ciò che passa la radio; la musica
non è per noi semplice intrattenimento ma qualcosa da amare e ricercare,
qualcosa in grado di esprimere al meglio i nostri sentimenti